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Salvare le ossa – Jesmin Ward Questa non è una lettura, è un corpo a corpo con una storia che comincia esattamente dieci giorni prima dell’uragano Katrina, tempesta di forza 5 che nel 2005 ha devastato New Orleans e gli Stati meridionali degli Stati Uniti, lasciando sul campo oltre 1.800 morti.  Siamo a Bois Sauvage, Mississippi, un “cuore nero” nel bayou, dove non esistono chiare e fresche e dolci acque ma solo paludi, baie coi fondali taglienti di gusci di ostriche, fiumi oscuri e melmosi. La famiglia Batiste vive lì, in una casa fatiscente circondata da rottami, miseria e natura selvaggia. Quattro giovani fratelli e un padre alcolizzato, poveri di una povertà sospesa nel tempo, che sembra quasi bandirli dalla contemporaneità, fotografati in un quotidiano far niente che sta scadendo verso la catastrofe, con i giorni contati come granelli in una clessidra. Scrive Monica Pareschi, scrittrice e traduttrice del volume, che “Salvare le ossa” si distacca completamente ...
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Nel mondo a venire – Ben Lerner Il più famoso è il Brontosauro. Per anni lo abbiamo conosciuto come il più gigantesco tra i dinosauri, colosso erbivoro amato dai bambini, disegnato su libri e francobolli, eppure fin dal 1903 si sapeva che non era mai esistito, era frutto di una ricostruzione scheletrica sbagliata, al suo posto invece era esistito l’Apatosauro, quello sì, che era stato reale. Eppure noi il Brontosauro l’avevamo amato. Quante volte uno “spostamento semantico” cambia la realtà? Quante volte una cosa che aveva valore non ne ha più, perché abbiamo deciso così? Quante volte una storia vissuta o narrata cambia completamente senso, se il significato che le davamo muta radicalmente? Sono le domande su cui Ben Lerner imbastisce i suoi racconti (tutti collegati, in un  continuum  temporale o concettuale) e non stupitevi se, la notte, continueranno a “lavorare” nella vostra mente, strani inneschi di ricordi e pensieri. Ci voleva, certo, un poeta per guardare ...
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I colori dell’incendio – Pierre Lemaitre E’ la scena prima di un film, l’esordio de  I colori dell’incendio : il funerale di un potente, tutti i personaggi allineati nel rigido protocollo della cerimonia - solo i loro pensieri che divergono, ognuno perso nelle proprie meschinità. Poi, il colpo di scena: una caduta fisica che darà il via a molte altre “cadute”, in un effetto domino che porterà il lettore fino all’ultima pagina. Lemaitre, evidentemente, non aveva finito con i suoi personaggi, i Péricourt, che aveva delineato nel suo fantastico “Ci rivediamo lassù”, romanzo del 2014 che ha consolidato la sua una fama internazionale. In parte, questo nuovo libro risente del sapore di un sequel ed è sostenuto dal tema dell’epica e complessa vendetta, che dal Conte di Montecristo in poi è diventato stereotipo cinematografico e letterario (non a caso, l’autore ringrazia Dumas come maestro e destinatario simbolico dell’opera). Ma quel “già visto” che trasuda dalla trama è inevit...
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Il re giallo – Robert W. Chambers Ho recuperato questo classico del gotico, dopo essere stata una lettrice adolescente di Poe, Lovecraft, Stoker e compagnia bella, perché non sapevo fino a che punto la letteratura (e il cinema, non ultimo True Detective) dovesse a Chambers. Questa serie di racconti fa riferimento, senza mai dipanarne completamente i contorni, a un’opera maledetta - Il re giallo, appunto – che fa impazzire chi la legge. Ai confini tra follia e paranormale, tra sogno e realtà, la prima parte del libro semina alcune tracce del mito: l’ineffabile Carcosa, con le sue due lune, l’inquietante lago di Hali dalle acque immobili, e il Re Giallo che divora le anime, con il suo mantello stracciato e il suo marchio, da cui non c’è via di fuga possibile. Storie vecchie di oltre un secolo che ancora spandono la loro potenza, anche pittorica: non a caso, Robert W. Chambers si formò a Parigi come pittore in pieno periodo impressionista, e in patria fu rinomato illustratore, ...
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Il sognatore/La musa degli incubi – Laini Taylor Abbandonate tutte le droghe che conoscete e provate Laini Taylor. Certo, devono piacervi i libri SFF (science fiction & fantasy), ma nel mare magnum rappresentato oggi dal settore - che sembra aver trovato nel target young adult un interlocutore privilegiato, anche sul fronte delle vendite – questa autrice spicca per un’assoluta originalità linguistica e per una fantasia straripante, capace di spiazzare. Ed è così, spiazzante, la scena che apre la saga de  Il sognatore : una ragazza cade dal cielo, e muore infilzata nella guglia di un cancello, inarcata, terribilmente aggraziata, i lunghi capelli che grondano boccioli rossi. L’orrore di chi assiste alla sua morte non è legato alla pena per una giovane vita perduta, ma al fatto che la ragazza sia di una razza nemica, temuta, che si credeva sconfitta. La sua pelle è “blu opalescente, blu come i fiordalisi o le ali di una libellula”. Come in tutti i romanzi d’avve...
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Abbiamo sempre vissuto nel castello – Shirley Jackson “A Shirley Jackson, che non ha mai avuto bisogno di alzare la voce” è la celebre dedica che Stephen King fece sul suo romanzo  L’incendiaria . E in qualche modo è chiaro il motivo per cui il Re si è inchinato: Shirley Jackson ti porta dove vuole: con la sua vocina sottile, quasi spensierata, la segui e ti ritrovi non in una cantina buia (troppo facile!) ma in un salotto perbene, stai prendendo un tè e la conversazione ha preso una piega inquietante, un battito di ciglia, un sospiro, e il sogno è virato all’incubo. Non sai più se i suoi personaggi appartengono al mondo dei vivi o dei morti. In questo romanzo del 1962 che non sente minimamente il peso degli anni c’è un distillato di echi: la voce narrante, quella di Mary Katherine Blackwood, è come una ripresa in soggettiva. Ti permette di vedere il mondo come lo vede lei, una lente deformata – anche cognitivamente: e in questo un po’ evoca  L’urlo e il Furore ...
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Quel che il giorno deve alla notte – Yasmina Khadra Il romanzo di formazione è morto, evviva il romanzo di formazione. Siamo nell’Algeria del 1930 e Younes è un bambino di nove anni, cresciuto nei ritmi della vita rurale e durissima del contadino. Suo padre – meravigliosa la prima immagine che abbiamo di lui:  guardava accovacciato il vento avvolgere le agili spighe, piombarvi sopra, frugarle febbrilmente - sembra scolpito nella roccia, tutto dedito al lavoro e consacrato all’onore. Una distanza siderale li separa dall’altro pezzo di famiglia, quello che vive in città, a Orano, splendida e cosmopolita, dove lo zio di Younes fa il farmacista, è un intellettuale musulmano che ha sposato una cristiana e tesse un’idea di Algeria libera dal colonialismo francese. Le loro strade si incroceranno: Younes diventerà Jonas, strappato (forse salvato?) dalle circostanze alla sua vecchia esistenza povera e alla famiglia d’origine.  E chi è dunque, il giovane bellissimo che ...